Translate

lunedì 21 luglio 2014

UN FILM STRUGGENTE E RAFFINATO.

" Tornami a mente il dì che la battaglia
   d'amor sentii la prima volta, e dissi :
   oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia! "

da "Il primo amore" di Giacomo Leopardi



L'altra sera, facendo zapping davanti la tv, mi sono imbattuta in questo film che fin dalle prime scene mi ha catturato.


Purtroppo era già iniziato da un bel po' e quindi non l'ho visto per intero. Ma nonostante ciò posso dire che mi è piaciuto tanto. Così tanto che vorrei rivederlo.
( Dall'inizio, stavolta! )


E' la storia bella e sofferta di due adolescenti che si incontrano e si innamorano, ma è anche un resoconto del passaggio dalla giovinezza all'età adulta. La testimonianza di una maturità acquisita con fatica e tormento. Anche attraverso un percorso non facile e non così scontato.


Con naturalezza e delicatezza la regista riesce a trasmettere i sentimenti, le emozioni, le scoperte, le sensazioni di questi due ragazzi che vanno cercando un significato profondo alla loro vita, al loro amore.



Un film bello e struggente, con bravi attori protagonisti. Specialmente lascia il segno l'interpretazione della giovane attrice Lola Creton. Davvero penetrante con quel viso particolare e quello sguardo così espressivo.
Vestita con azzeccatissimi abitini e magliette low profile ( tra cui un rigato tres francais! ), trasmette, inconsapevolmente, la freschezza e l'insolenza tipiche dell'adolescenza. Una età difficile ma incredibilmente ricca di potenzialità e di energia.

giovedì 17 luglio 2014

UNA STRADINA DI CAMPAGNA.

" Seguo la natura senza mai afferrarla; questo fiume scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente:"

Claude Monet


UN TUNNEL NEL VERDE

Per andare a casa di amici, dopo un percorso in auto, dobbiamo alla fine percorrere questa stradina di campagna, stretta e sterrata.


SOTTO LA PIOGGIA

Talvolta piena di buche e pozzanghere, ma sempre molto suggestiva. Un tunnel di verde, nella bellezza dei campi intorno.
Queste sono foto scattate dall'auto, mentre piove forte.

ATTORNO LA BELLEZZA DELLA CAMPAGNA

Qui invece è nello splendore della luce del sole.

CHE MERAVIGLIA!

Non conosco il nome di questi fiori, fiori che qualcuno avrà certamente seminato. Mi piacciono tanto perchè formano una magnifica macchia di colore. E mi piace anche tanto il contrasto che si crea con il verde-grigio del fogliame.

UN BEL CONTRASTO CROMATICO

Se  ne conoscessi il nome, potrei cercarli e seminarli in un angolo del mio giardino.

UNA NUVOLA DI COLORE

Ma anche alcuni alberi spontanei come il susino selvatico o il ligustro donano ricchezza e rigoglio all'ambiente.

UNA CASCATA DI PICCOLE SUSINE

Questo luogo è bello in tutte le stagioni
Sotto la neve poi, diventa particolarmente poetico.

I FIORI PROFUMATI DEL LIGUSTRO

Alla fine, tra queste tre case che qui sono presenti, ecco comparire i malvoni.
Una presenza importante, appariscente, con tutta quella varietà di colori e quell'altezza dei fiori.

ESUBERANTE FIORITURA

Anche io ho provato a seminarli ma, a dir la verità, non con un successo strepitoso. Vogliono tanto sole ed invece il mio giardino è parecchio ombreggiato. Peccato! Però mi consolo pensando che almeno ci si sta magnificamente durante l'estate.
In fondo, si sa, a questo mondo, tutto non si può avere. . .


lunedì 14 luglio 2014

UNA AUTENTICA CENA MAROCCHINA.

" Si sa che la mente adulta è pigra e ragiona per confronti. . . "

da "Viaggio in Barberia" di Luciano Bianciardi


A casa di amici, una signora marocchina ha cucinato per tutti.
E' stata una grande festa, senza confronti, senza paragoni.
C'era solo il piacere di lasciarsi trasportare in altro luogo, con uno spirito di condivisione e di allegria.


Ovviamente si trattava solo di una cena, non di un viaggio.
Ma tra racconti, musica e cibi tipici, una certa forma di viaggio è stata, pur sempre, compiuta.



Molto bella e rappresentativa la " mise en place " fornita dalla padrona di casa che ha sfoderato tutta la sua capacità creativa per creare l'atmosfera giusta.


E che dire del cibo? Davvero squisito!
Particolare meraviglia hanno destato in me, questi magnifici pani fatti in casa (come tutto il resto d'altronde). Leggermente croccanti fuori e morbidi dentro, trasmettono la sapienza di un rito antico ma sempre nuovo.


E poi non potevano mancare l'hummus, la salsa di melanzane, i peperoni ripieni, il cous cous con agnello e verdure, la tajine con prugne e mandorle.


E come bouquet, rose ma, soprattutto gelsomini. Una festa di colori e di sapori ma pure di profumi.


Una festa speciale che forse non capiterà più, un calarsi in un mondo diverso che non è neppure lontano ma che praticamente mai condividiamo.





Per dessert un dolce di mandorle accompagnato da gelato alla mandorla.


Un insieme di profumi che solleticano anche il palato.



E per concludere il classico tè alla menta, con pinoli..
Poi anche la luce delle candele si spegne e tutti a casa, sognando il fascino un po' misterioso di questi luoghi.




giovedì 10 luglio 2014

LA CIPOLLA ROSSA DI TROPEA.

PROVERBIO :
" Tre cose fanno piangere gli occhi : fumo, cipolla e mala femmina "



Non ha paragoni con tutti gli altri tipi di cipolla. La rossa di Tropea (prodotto IGP) viene coltivata nelle zone di Vibo Valentia e di Catanzaro.


La sua polpa carnosa e croccante, il suo delizioso sapore dolce, la rendono unica.
Queste caratteristiche sono determinate dalla particolare composizione sabbiosa del terreno dove viene coltivata. Nonchè da un clima mite e marino.

COLORE E SAPORE NELL' INSALATA.

Anche il colore esterno, più o meno intenso secondo la stagione, è sempre bellissimo. Le foglie interne invece sono bianco rossastro o lievemente rosate.

CONFERISCE DOLCEZZA AI PEPERONI

Il sapore è dolce, talvolta appena pungente. Proprio per questo è ottima in insalata.

AFFETTATA PER LA PREPARAZIONE DELLA COMPOSTA

Ma praticamente può rientrare in numerosissime preparazioni.
Nella frittata, nella crostata di cipolle, nella zuppa, nei sughi, nei ripieni e nei soffritti.

DURANTE LA COTTURA

Ottima è la composta di cipolle di Tropea, dal sapore leggermente agrodolce.

PRONTA DA SERVIRE

Accompagna bene carni e pesci, ma io la trovo speciale semplicemente spalmata su un crostino di pane caldo con l'aggiunta di caprino fresco.

ABBINATA ALLA TROTA SALMONATA PER UN PICCOLO ANTIPASTO.


RICETTA COMPOSTA DI CIPOLLA DI TROPEA :

Si affettano non troppo sottili 3 o 4 cipolle di Tropea e si rosolano in poco olio evo. Quando cominciano a diventare morbide si aggiungono :  foglia di alloro, qualche chiodo di garofano, sale, pepe, uno spruzzo di aceto di lamponi (oppure di mele), vino Marzemino, un pizzico di zucchero semolato ed un pizzico di zucchero di canna.
Si prosegue la cottura a fuoco dolce, mescolando spesso fino a completa evaporazione del vino. Poi si mette il coperchio e pian piano si porta a cottura.
Si serve tiepida.

lunedì 7 luglio 2014

SHAKESPEARE A TEATRO ROMANO.

" Inezie più lievi dell'aria, sono per un uomo geloso, prove più certe delle sacre scritture "

William Shakespeare



Nella splendida cornice di Teatro Romano a Verona, verso l'imbrunire, andava in scena l' "Otello" di Shakespeare.


In una scenografia volutamente scarna, (nulla avrebbe potuto competere con la bellezza del luogo ), il pubblico appariva completamente rapito dall'intreccio di   vicende e dialoghi, ancor oggi così intriganti e così attuali.


Nella mente del glorioso Moro ( Otello), il perfido Iago, suo alfiere, instilla il germe del dubbio, del sospetto di tradimento.
Nel piano diabolico di Iago, infatti, un innocente fazzoletto costituisce prova di infedeltà.


E da quel punto in poi, nulla sarà più come prima.
L'amore, così profondo e sincero, diventerà odio e l'odio diventerà atroce vendetta.


Una rappresentazione ben eseguita, in un convulso e frenetico susseguirsi di eventi che culminano nel finale, così tragicamente assurdo.



Lontana da questo dramma, fuori si presentava invece una Verona scintillante e magica. Con il suo grande fiume e mille luci accese.


E' bella questa città, così ricca di storia e di fascino.



E qui, nonostante l'avanzare della notte, ancora tante persone, tanti turisti affollavano le vie, le piazze.




Solo gli ombrelloni della Piazza delle Erbe erano chiusi. I locali, invece, erano pieni di gente che voleva godere del fresco della notte, dell'aria festosa del sabato sera.


Il centro storico, infatti, è sempre animato, sempre vivace. Ci sarà pure un motivo se il detto afferma . " Veronesi tutti matti ". . .