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giovedì 11 dicembre 2014

GOURMANDISE !

" Se l'aquila è rapace, l'oca è loquace. E pure pugnace e perspicace.  Come le indimenticabili oche del Campidoglio che salvarono Roma dai galli mentre tentavano nottetempo  di scalare le mura dell'urbe. E ci sarebbero riusciti se le indomite pennute sacre a Giunone non si fossero messe a strillare come ossesse. Così arrivarono i nostri e la città eterna fu salva. Gli antenati di Asterix se ne tornarono oltralpe con le pive nel sacco, giurando però di vendicarsi sulle perfide spione.  E poichè la vendetta è un piatto da consumare freddo, inventarono il foie gras.
Totem della gastronomia francese, che costringe da secoli  i gloriosi palmipedi a farsi un fegato così."

Tratto da " Non tutto fa brodo" di  Marino Niola


Questo paese, imbiancato dalla neve, con le sue vecchie case e le vie strette strette, sembra essere fermo nel tempo.
Ogni anno, in occasione del Natale,  proprio da qui parte un piccolo pacchetto di squisita bontà.




Il foie gras avec son pain briochè è davvero una gourmandise !  

Ma è una leccornia molto contestata per la brutalità del metodo con cui vengono nutrite ed ingrassate le oche.
L'alimentazione forzata (gavage) è illegale in molti paesi, in quasi tutti quelli dell'Unione Europea, Italia compresa.




Ora, vista la contestazione sempre più pressante e la sensata richiesta, da buona parte dell'opinione pubblica, di maggior rispetto verso gli animali, sembra si stiano tentando nuove tecniche, non così  brutali e non così invasive.
Speriamo sia vero.



Certo, il foie gras, è un cibo simbolo per la Francia e credo che i francesi facciano molta fatica a rinunciarvi.

Per quanto mi riguarda, io trovo questa preparazione assolutamente deliziosa ma, essendo solo una consumatrice occasionale, credo che non soffrirei troppo se non potessi mangiarne più.
E quante simpatiche oche (che sono tra i miei animali preferiti), sarebbero finalmente felici !


lunedì 24 febbraio 2014

PANE QUOTIDIANO.

" L'educazione è il pane dell'anima."
Giuseppe Mazzini

LES PAINS DI PICASSO - VALLAURIS 1952 ROBERT DOISNEAU


"Non abbiamo che cinque pani.Lo dicono gli apostoli a Gesù. E il figlio di dio risponde con il celebre miracolo della moltiplicazione sfamando cinquemila bocche. Oggi ad essere in cinquemila sono i pani con tutti i loro derivati. Ma questa volta la moltiplicazione è opera del mercato. E' un miracolo economico.
Che ha progressivamente trasformato l'alimento per antonomasia, il minimo vitale della sussistenza, in uno sterminato catalogo di fantasie da forno. Forme e pezzature sempre più minute, sempre più ricercate.  Con buona pace del pane comune, sopraffatto da uno tsunami di pani speciali. . .  Piaceri leggeri, fragranti, golosi, fatti per stuzzicare il palato più che per riempire la pancia. E' il trionfo del post-pane. Specchio di un edonismo di massa che moltiplica gli sfizi come i vizi, le preferenze come le intolleranze. E parcellizza il pane proprio come il lavoro. . ."
Da "Non tutto fa brodo" di Marino Niola


PANI DI TANTI TIPI PER I GUSTI DI CIASCUNO.



Il pane comunque rimane il "cibo" per eccellenza, anzi indica tutti i cibi possibili di cui gli uomini hanno bisogno per vivere. Per i cristiani poi il pane assume un significato ancora più profondo, diventa un alimento sacro che pone l'uomo in diretto contatto con Dio. Pane e vino, in ricordo dell'Ultima Cena.


MAGNIFICO IMPASTO LIEVITATO PRONTO A DIVENTARE PIZZA.

Per i Greci antichi, "mangiatori di pane" era sinonimo di "uomini". L'uomo , nel processo di civilizzazione, si differenzia dagli animali proprio quando non si limita più a mangiare ciò che è disponibile in natura, ma crea il proprio cibo, frutto di esperimenti, conoscenza, invenzione. Dalla semina alla trebbiatura, dalla macinazione all'impasto per un cibo praticamente universale.
Il pane dei poveri e dei signori, quello della rivolta del Manzoni, quello nero e secco concesso ai prigionieri di guerra dopo un duro giorno di lavoro.
Il pane, come l'acqua, alimento base per la sopravvivenza.
Eppure il pane non è un cibo ovvio, scontato, semplice.
E' invece il frutto di un complesso processo produttivo di una raffinata civiltà alimentare. E nei secoli non ha mai perso la sua importanza.