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giovedì 5 marzo 2015

RIFLESSI VENEZIANI


"Buoni strumenti sono utili ma buone mani sono meglio"

Proverbio di Murano


Il vetro di Murano è famoso in tutto il mondo. Fin dal passato si è sempre distinto per gusto estetico, armonia di forme, varietà di colori.



Magistralmente soffiato e modellato, riesce a dare l'impressione di essere un materiale elastico, duttile, facilmente malleabile.
Proprio in questo risiede tutta la bravura e la professionalità dei maestri artigiani.



Vi sono pezzi che sono diventati storici e addirittura sono esposti al museo.
Certo, chi visita Murano vede anche tanta oggettistica assai dozzinale, un'accozzaglia di souvenir di poco conto. Ma si sa, anche quello è mercato.




Per chi invece sa e può scegliere, laboratori storici (i loro nomi sono conosciuti in tutto il mondo) propongono pezzi di raffinata fattura e grande pregio.
Spesso firmati da architetti e designers di fama mondiale.




Ma, con un po' di pazienza ed accortezza, si possono trovare anche manufatti che, pur non essendo così "nobili", comunque riescono a trasmettere quella "venezianità" che sempre incanta.




Esiste il vetro con fili d'oro (avventurina), il vetro con le canne multicolori (mille fiori), il vetro latte (lattimo), il vetro molato  (inciso secondo disegno) e tanti altri ancora. Si tratta di una vera e propria arte gelosamente tramandata nei secoli.





L'abilità e l'unicità del maestro vetraio sono presenti sia in manufatti che rievocano le forme del passato sia in prodotti che guardano alla contemporaneità e all' innovazione. Ma sono sempre l'estro personale e l' originalità a fare la differenza.
La lavorazione del vetro si è sempre evoluta, senza arrestarsi mai, senza avvitarsi su se stessa, su ciò che l'ha resa famosa. Anche oggi continua ad essere un work in progress. . .



Il colore più difficile da ottenere è il rosso poichè tende a virare verso sfumature non così belle.
In Veneto, il vetro di Murano è presente quasi in ogni casa.  Un vaso, una brocca, alcuni bicchieri. . . qualche oggetto  si trova sempre.
E sempre ci riporta a quella laguna così tanto amata anche dagli stranieri.
A quella Venezia che ci offre nel quotidiano, nell'ordinario, paesaggi e visioni  di straordinaria bellezza.


ANTICO ACQUERELLO CHE RAFFIGURA UN VENDITORE AMBULANTE DI VETRI




lunedì 2 marzo 2015

E PER PIATTO . . . UNA FOGLIA !


" Nella terra che mi ha visto crescere, la primavera è un periodo in cui i dolci giapponesi vengono avvolti in foglie di ciliegio. In estate un grosso pomodoro maturo viene scavato per essere usato come contenitore per il cibo. In autunno, le foglie cadute dagli aceri, decorano la tavola. E, in inverno, il profumo del bambù contribuisce a creare la giusta atmosfera.. Così, come l'inverno viene soppiantato dalla primavera, ci sono cose che appassiscono e altre che si rigenerano. . . "

Nao Tamura




Non sono solo piatti fatti a forma di foglia, traspare qualcosa di più in questo progetto di Nao Tamura.
C'è grande raffinatezza in questa apparente semplicità. Semplicità che deriva da una profonda ricerca, da una costante attenzione verso il più piccolo dettaglio. Tipico della cultura giapponese.
Oserei dire che, dietro a questo prodotto, in fondo così quotidiano, c'è una profonda concezione religioso-filosofica della natura, della bellezza, della vita.
Non per nulla l' ikebana è l'arte giapponese, apprezzata in tutto il mondo, di comporre mazzi di fiori.





Queste "foglie" stravolgono la nostra idea di piatto alla quale, noi occidentali, siamo abituati.
In silicone a base di sabbia silicea, questi piatti sono igienici, morbidi, flessibili, vellutati, leggeri, non ingombranti, esteticamente poetici.
Non si scheggiano, e se cadono, non si rompono.
Hanno vinto il 1° Premio al Salone Satellite di Milano 2010, per il settore "Food Design".
Realizzati con materiale economico ma estremamente duraturo, richiedono un bassissimo dispendio energetico per essere prodotti. Pertanto sono considerati eco-sostenibili.
Possono essere usati in frigo, in forno tradizionale, in forno a microonde ed in lavastoviglie.
Un difetto ?
Non sopportano la "violenza" dell'uso del coltello. Per noi potrebbe essere un problema ?
Anche no, poichè molto spesso antipasti e dessert non richiedono l'utilizzo di questa posata.
Così, volendo, anche nell'apparecchiare la tavola, potremmo rendere omaggio alla natura. . .

giovedì 26 febbraio 2015

MADELEINES AL "GRAND MARNIER"



" Una cosa è certa, che senza un pizzico di follia non può esservi banchetto ben riuscito. A che scopo infatti riempirsi il ventre di tanti dolciumi, leccornie e ghiottonerie, se anche gli occhi, le orecchie e l'anima intera non si nutrissero di risa, di scherzi, di facezie ? "

Erasmo da Rotterdam



La madeleine è un tipico dolcetto, un pasticcino originario di Commercy, del nord-est della Francia.
Dolcetto esteticamente molto bello grazie alla sua particolare forma a conchiglia.
La madeleine, sempre accostata all'opera di Proust "A la recherche du temps perdu", ha acquisito così anche una certa allure letteraria.



Anche sulla bontà non si discute. Attraverso una consistenza soffice e leggera si giunge a un delizioso aroma di burro e limone.



Il nome deriva da una celeberrima cuoca che si chiamava appunto Madeleine Paulmier che inventò questi dolcetti così morbidi, delicati e fragranti.




Esistono tante ricette sia nella variante salata che in quella tradizionale dolce.
La mia è una ricetta particolarmente profumata perchè, tra gli ingredienti, sono presenti il miele e il cognac "Grand Marnier"

L'unico modo per assaggiare è provare !

RICETTA PER 24 MADELEINES :

Ingredienti :

2 cucchiai di "Grand Marnier"   100 g. burro fuso tiepido   8 g. lievito per dolci   2 uova   120 g farina   100 g zucchero a velo   1 pizzico di sale    1 cucchiaino di miele  buccia di una arancia   buccia di un limone.

Sbattere le uova con lo zucchero, setacciare la farina con il lievito  ed unirli poco per volta, sempre mescolando, al composto di uova e zucchero.  Aggiungere poi il burro, il liquore, il miele, le bucce degli agrumi, il sale. Coprire con la pellicola e lasciar riposare almeno 30 minuti.
Imburrare e cospargere di pangrattato gli appositi stampini, versare il composto e cuocere in forno a 190 gradi per circa 12-15 minuti. Attenzione a non riempire troppo gli stampini altrimenti il composto deborda e si attacca.

Queste piccole dolcezze diventano ancora più golose se servite assieme a crema chantilly o crema al mascarpone.


lunedì 23 febbraio 2015

CENA AL FEMMINILE.


" Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi.
  Potresti passare una vita a provarci : ma non saresti capace di avere quella
  leggerezza che hanno loro, alle volte.
  Sono leggere dentro. Dentro. "

Alessandro Baricco

UNA TAVOLA DALLE TINTE PASTELLO



Per una cena tutta al femminile, una tavola all'insegna della leggerezza.
Nella scelta dei colori, delle stoviglie, della tovaglia e della piccola composizione di fiori.

INSALATA RUSSA LIGHT : TANTA VERDURA, POCA, POCA MAIONESE



Quasi un desiderio di uscire dall'inverno attraverso colori pastello, fiori delicati, cibo leggero. Non è perfetto tutto ciò per un incontro tra sole donne?
Se la leggerezza è nostra prerogativa, talvolta per noi, è anche croce e delizia. Poichè, alcuni confondono leggerezza con superficialità. Ma noi ben sappiamo che non è così.

SFIZIOSE VERDURE GRIGLIATE



A chi ci rimprovera di scarsa concretezza possiamo sempre ricordare le parole di Pirandello . " Le donne, come i sogni, non sono mai come le vorresti".
Chi ci ama ci lascia libere di esprimerci nella nostra vera essenza che è fatta anche di leggerezza, di vaporosità. Un pregio e non un difetto.

ARROSTO DI CARNE BIANCA AL LATTE

Proprio grazie a questa leggerezza si creano legami profondi, sinceri. Le donne infatti sanno scambiarsi idee, pensieri, emozioni che arricchiscono la vita, che rendono migliori momenti e giorni.

INDIVIA BELGA CARAMELLATA ALL'ARANCIA

Non sempre tutto è facile. Talvolta si debbono superare invidie, confronti, rivalità, diffidenze.
Però le differenze di pensiero, di modo di vivere, se prese allegramente, positivamente diventano opportunità e possono servire a rinforzare legami, a capirsi meglio, a scoprire nuovi orizzonti.


SOFFICI MADELEINES AL "GRAND MARNIER"

Le donne, grazie alla loro sensibilità, delicatezza, empatia, riescono a cavarsela in situazioni anche ingarbugliate, spinose. Ma sanno anche procedere con determinazione, slancio, generosità.


LA "LEGGEREZZA" DEL PIATTO A FOGLIA 


Dopo tutte queste considerazioni, quindi, mi piace concludere celebrando l' "eterno femminino" attraverso le parole di Lev Tolstoj :
" Le donne sono una vite su cui gira tutto".

giovedì 19 febbraio 2015

VOGLIA DI PRIMAVERA.


" Primavera non bussa, lei entra sicura,
come il fumo lei penetra in ogni fessura,
ha le labbra di carne, i capelli di grano,
che paura, che voglia che ti prenda per mano,
che paura, che voglia che ti porti lontano."

Fabrizio De Andrè


In città. . .





Siamo ancora in pieno inverno ma la voglia di primavera è davvero tanta.
Lo si percepisce da piccoli dettagli ma, questo negozio di fiori, lo dichiara sfacciatamente.



Tutti i giorni, la mattina vengono esposti vasi e vasetti che poi di sera, per ovvie ragioni, tornano all'interno del negozio. Primule, iberis, giacinti, narcisi, tulipani : tutti fiori che parlano di una nuova stagione.




Un invito ai passanti di portare a casa un segnale di primavera, un fiore colorato che lasci sperare che la bella stagione è vicina.


In campagna . . .




Se gli uomini sentono questo irresistibile richiamo, gli animali non sono da meno.
In campagna, gli uccellini sono già molto più attivi e cinguettanti ma anche polli e galline sembrano apprezzare le prime tiepide giornate di sole.





Dopo le lunghe ore di pollaio, nelle fredde giornate invernali, ora sembrano felici di darsi appuntamento per un incontro all'aperto, per godere di qualche timido raggio di sole.




La bella stagione è bella per tutti e, seppure ognuno a modo proprio, la stiamo tutti aspettando !